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Canone di locazione: ecco ciò che devi sapere dopo la legge di stabilità

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La nuova legge di Stabilità 2016 (L. n. 208/15, G.U. n. 208, S.O. n. 70, del 28 dicembre 2015) da poco promulgata, interessa anche l’ambito dei contratti d’affitto di immobili.

Lo spirito che ha mosso il legislatore è quello di semplificare l’iter per la registrazione dei nuovi contratti e, al contempo, diminuire la quantità di affitti “sommersi”, quindi accordi non depositati.
Nello specifico la nuova legge prevede una novità: cioè l’obbligo da parte del locatore di provvedere a registrare il contratto entro 30 giorni dalla sua sottoscrizione; egli avrà poi a disposizione 60 giorni per darne “documentata comunicazione” al conduttore e all’amministratore del condominio.

A questo link è comunque possibile accedere alla sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate con tutte le informazioni
L’altra novità di rilievo consiste nella modifica della vecchia norma atta a contrastare la stipula di contratti “in nero”. La consulta ha definito incostituzionale la legge che prevedeva  che l’inquilino potesse denunciare il proprietario, causando l’immediata “emersione” del contratto che sarebbe diventato un contratto d’affitto della durata di quattro anni a un canone pari a tre volte la rendita catastale, ossia molto basso rispetto ai valori di mercato.

La nuova norma sostiene che sia il Giudice a definire il canone dovuto e la restituzione delle somme eventualmente in eccesso. In sostanza l’inquilino, entro 6 mesi, può chiedere la restituzione delle somme corrisposte in più. Se il contratto di locazione non dovesse essere stato registrato, inoltre, l’inquilino può fare ricorso affinché il contratto di locazione venga ricondotto alle condizioni ‘conformi’ a quelle previste per i contratti sia a canone concordato che a canone libero.
La legge di Stabilità 2016 riforma in parte anche la parte fiscale per quanto riguarda TASI e IMU, quest’ultima ridotta di un quarto per gli immobili affittati a canone concordato.
E’ stata prevista una riduzione anche sulla TASI, pari al 75% dell’imposta dovuta sia dai proprietari che dagli inquilini.

Questi contratti a canone concordato, lo ricordiamo, sono caratterizzati dal fatto che non sono liberamente pattuiti tra le parti, le quali devono attenersi a limiti fissati da degli accordi territoriali.
La durata del contratto a canone concordato non può essere inferiore ai 3 anni, e rinnovabile tacitamente per altri 2 (3+2).
Nell’ambito delle novità apportate riguardo ai pagamenti in contanti, la Stabilità 2016 prevede la possibilità di pagare i canoni di locazione abitativa anche in contanti con il limite massimo di € 2.999,99.

Come sempre, se volete essere aggiornati su quanto riguarda le nuove normative in fatto di locazione, passate a trovarci in agenzia, saremo lieti di darvi tutte le informazioni del caso e mostrarvi tutte le soluzioni di appartamenti e case in affitto di cui disponiamo, nelle zone di Cerea e Legnago.
Non lasciate al caso la scelta della vostra abitazione.